La vitamina K difende le ossa, ne migliora la densità e protegge dai traumi. A dirlo è una ricerca condotta dall’Universitat Rovira i Virgili di Reus, in Spagna, che ha dimostrato un’associazione diretta tra l’assunzione di questa vitamina e le caratteristiche qualitative dell’osso: un legame che riduce la vulnerabilità ai problemi tipici dell’età avanzata, come osteoporosi e fratture. Largo dunque a spinaci, lattuga, broccoli e cavolo per avere ossa sane e svolgere in sicurezza non solo le normali attività quotidiane, ma anche correre e sollevare pesi. Se vitamina D e calcio “costruiscono” il nostro apparato scheletrico, la vitamina K contribuisce a mantenere una normale struttura ossea. Non solo, ma è anche coinvolta nella coagulazione del sangue con una preziosa attività antiemorragica.
Dove si trova
La vitamina K è presente soprattutto nelle verdure a foglia (spinaci, lattuga, broccoli e cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa) e nelle erbe aromatiche (basilico, salvia, prezzemolo, timo, origano, maggiorana).
“Oltre a essere introdotta con l’alimentazione, esiste una fonte endogena di questa vitamina – spiega Lorenzo Corsi, biologo nutrizionista (www.pesoenutrizione.it) – che viene sintetizzata dalla flora batterica intestinale, seppure non in quantità sufficienti per coprire l’interno fabbisogno dell’organismo”.
Come agisce
Alcuni studi hanno evidenziato che la vitamina K serve a direzionare nelle ossa il calcio assunto con la dieta, evitandone l’accumulo nelle arterie e il conseguente rischio di sviluppare un irrigidimento delle pareti (arteriosclerosi) e alterazioni del flusso sanguigno.
“In generale, le vitamine svolgono importanti funzioni catalizzatrici di alcune reazioni – riprende Corsi – Anche la vitamina C è implicata nel metabolismo del calcio e del ferro, per cui una sua carenza può causare degenerazione muscolare oltre a depositi aterosclerotici”.
La valutazione di un nutriente deve sempre avvenire in un quadro globale: la vitamina K, insieme a tante altre, concorre al mantenimento di una salute ottimale, entrando a far parte di numerosi processi metabolici.
“Non bisogna mai catalizzare l’attenzione su un singolo fattore, trascurando la necessità di una dieta varia ed equilibrata per stare in forma”.
Vitamine essenziali
A differenza di proteine, grassi e carboidrati, le vitamine non apportano calorie, ma sono essenziali per un corretto metabolismo. Quando la loro assunzione è insufficiente – a causa di una cattiva nutrizione o di un ridotto assorbimento intestinale – possono insorgere malattie, come anemia (carenza di vitamina B12), facilità di sanguinamento (deficit di vitamina K), riduzione della visione notturna (carenza di vitamina A) e scorbuto (carenza di vitamina C).
“L’ideale è assumere le vitamine attraverso la dieta, che può apportarle nella loro forma definitiva oppure sotto forma di sostanze da attivare nel processo che avviene a livello intestinale – raccomanda Corsi – Ma esistono situazioni in cui l’assunzione degli integratori diventa utile se non addirittura necessario, anche se si tratta di casi specifici che vanno valutati singolarmente”.
L’assorbimento della vitamina K (e dei nutrienti in generale) è influenzato da tutti gli altri elementi contenuti in un pasto, che possono inficiarlo oppure agevolarlo: un esempio per tutti sono i grassi idrogenati, contenuti nella margarina e in altri alimenti di origine industriale, che riducono l’assimilazione vitaminica.
“Le vitamine si distinguono in due gruppi, idrosolubili e liposolubili – ricorda Corsi – Nel primo gruppo rientrano B e C, nel secondo A, D, E e K. L’assorbimento di quelle liposolubili viene facilitato dalla presenza di grassi, che però devono essere di qualità e dunque non idrogenati, che tra l’altro inibiscono anche alcuni enzimi che sintetizzano acidi grassi essenziali per il nostro organismo”.
Non a caso la loro quantità giornaliera raccomandata è pari a zero grammi, ovvero dovrebbe essere del tutto assente dalla nostra alimentazione.