Articoli marcati con tag ‘digestione’
Le proprietà benefiche del Tè Verde
In base alle recenti ricerche degli scienziati dell’Università di Newcastle, bere regolarmente il tè verde può prevenire lo sviluppo dell’Alzheimer o di altre forme di demenza.
Lo studio pubblicato nel giornale “Phytomedicine” suggerisce anche che questo antico rimedio cinese può avere un ruolo fondamentale nel proteggere il corpo dal cancro.
Sotto la guida del Dott. Okello, il team del Newcastle si è posto l’obiettivo di sapere se le proprietà benefiche del tè verde – che sono presenti nella forma di infuso non digerito – fossero attive anche dopo la digestione.
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Enzimi e Predigestione. Le scoperte di Edward Howell
Il primo ricercatore a riconoscere e definire l’importanza degli enzimi nel cibo per la nutrizione degli esseri umani è stato Edward Howell.
Nel 1946 ha scritto “The Status of Food Enzymes In Digestion and Metabolism”, ma ha impiegato i successivi 20 anni in ricerche per completare l’opera “Enzyme Nutrition”, che nella versione originale è un tomo di 700 pagine composto di oltre 160.000 parole e 695 riferimenti alla letteratura scientifica analizzata.
Secondo Howell “La durata della vita è inversamente proporzionale al tasso di esaurimento del potenziale enzimatico di un organismo”. Aumentare l’utilizzo di enzimi del cibo concorre a diminuire il tasso di esaurimento del potenziale enzimatico. Questo si traduce nella regola che
“cibi integri portano salute e cibi ricchi di enzimi forniscono energia senza limiti”.
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Enzimi, gli Alleati della Salute e della Lunga Vita
Gli enzimi sono la microscopica enorme differenza tra cibo cotto e cibo crudo.
Virtualmente tutte le malattie degenerative croniche sono causate o aggravate da problemi digestivi. Il Report “Diet and Killer Diseases” (Dieta e Malattie Mortali) del 1978 dell’U.S. Senate Select Committee on Nutrition and Human Needs, riportava che la dieta dell’americano medio è responsabile dello sviluppo di malattie degenerative croniche come malattie cardiache, arteriosclerosi, cancro, diabete, infarto, ecc. La maggior parte dei più comuni disturbi è legata all’apparato gastro-intestinale.
Il compito dell’apparato gastrointestinale è quello di trasformare il cibo che mangiamo in tessuti, sangue, azioni, pensieri e sentimenti, con l’aiuto delle ghiandole salivari, del pancreas, del fegato e principalmente del cibo crudo che fornisce enzimi (per cibo crudo intendo frutta, verdura e ortaggi, escludendo carne, pesce e tutti gli alimenti di origine animale).
Gli enzimi sono molto delicati. Non resistono ad una temperatura superiore ai 48°C, il che significa che qualsiasi cottura li distrugge. Sono potenti catalizzatori biochimici. Intervengono nelle reazioni chimiche del corpo. Sono delle proteine specializzate, spesso con un lungo e complicato nome che termina in -asi.
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Quando la Frutta è Sotto Accusa
Quanta frutta mangi al giorno? La frutta è ottima, è golosa, è il nostro cibo d’eccellenza.
La frutta apporta nutrienti fondamentali alla vita umana, come vitamine, sali minerali, zuccheri sani e la preziosa acqua biologica. Contiene in sé importanti enzimi che le consentono di essere digerita dall’organismo umano senza causare affaticamento e senza lasciare sostanze nocive che non vengono facilmente eliminate dal corpo.
Purtroppo la frutta è spesso accusata di provocare gonfiori, tensioni e a volte dolori addominali. Il problema non è la frutta in sé, ma tutti i residui di cibo malsano in putrefazione che trova nel suo percorso lungo l’apparato digerente.
A causa della naturale fermentazione degli zuccheri contenuti nella frutta, quando questa incontra residui di carne va in fermentazione eccessiva, causando gonfiori, tensioni e a volte dolori addominali. Un pasto di carne infatti può necessitare anche di 40 ore per essere digerito. Al contrario degli animali carnivori, lo stomaco umano non ha la dotazione di acido cloridrico necessario per disintegrare le proteine animali in aminoacidi, pertanto i residui carnei vanno facilmente in putrefazione.
Colazione Sì o Colazione No?
Il consiglio abbastanza diffuso tra i nutrizionisti di fare un’abbondante colazione prima di recarsi al lavoro è, a mio avviso, come voler aggiungere carburante nel serbatoio ancora pieno di un’automobile prima di mettersi in viaggio.
Nel rispetto delle esigenze nutrizionali e metaboliche del nostro organismo, come succede per tutti gli altri animali, dovremmo invece nutrirci solo quando sentiamo l’esigenza di farlo, non a cadenze stabilite.
Molto difficilmente si ha vera fame la mattina appena svegli perché l’organismo rispetta le fasi fisiologiche circadiane della nutrizione:
- dalle ore 12,00 alle 20,00 fase introduttiva
- dalle ore 20,00 alle 4,00 fase assimilativa
- dalle 4,00 alle 12,00 fase eliminativa.
Quindi mangiare la mattina presto significa, nella stragrande maggioranza dei casi, mangiare senza fame e quindi forzare il nostro organismo a compiere un lavoro aggiuntivo mentre è impegnato in una fase diversa da quella introduttiva con conseguente dispendio di energie vitali.








