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Guarisci il Tuo Apparato Digerente
… e risolvi reflusso gastroesofageo, alitosi, cattiva digestione, disturbi alla cistifellea, ulcere, coliti, diverticolite, emorroidi, costipazione, sindrome del colon irritabile e molto di più.
Studi scientifici confermano che un’alimentazione sana e una vita equilibrata sono le basi di un’ottima salute e di una vita lunga e appagante.
John A. McDougall rompe i tabù culturali e illustra con competenza, ma con uno sguardo pieno di umorismo, come guarire il nostro apparato digerente. Grazie al suo aiuto possiamo imparare a prevenire e a curare molti disturbi intestinali anche cronici.
Le fibre alimentari per regolare stomaco e intestino
La fibra alimentare di per sé non ha valore nutritivo o energetico ma è ugualmente molto importante per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche nell’organismo. Essa è costituita per la maggior parte da carboidrati complessi, non direttamente utilizzabili dall’organismo umano.
Alcuni di questi composti (cellulosa, emicellulosa e lignina) sono insolubili in acqua e agiscono prevalentemente sul funzionamento del tratto gastrointestinale, ritardando lo svuotamento gastrico e facilitando nell’intestino il transito del bolo alimentare e l’evacuazione delle feci.
Invece altri composti (pectine, gomme e mucillagini) sono solubili in acqua – nella quale formano dei gel resistenti – e regolano l’assorbimento di alcuni nutrienti (ad esempio zuccheri e grassi) riducendolo e rallentandolo, contribuendo così al controllo del livello di glucosio e di colesterolo nel sangue.
La fibra insolubile è contenuta soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e negli ortaggi, mentre quella solubile è presente soprattutto nei legumi e nella frutta, anche se alcuni prodotti vegetali contengono entrambi i tipi di fibra. Legumi, cereali integrali, ortaggi e frutta rappresentano quindi tutti un’ottima fonte di fibra alimentare. In particolare:
Intestino, il Secondo Cervello. La salute viene dalla pancia
Nell’antichità la pancia era considerata la sede dell’anima, le medicine orientali si organizzano intorno alla pancia e i terapisti cinesi interrogano l’addome del paziente monitorizzandone il battito e auscultandone il cuore.
La pancia produce le cellule immunitarie come il midollo spinale e nelle stesse quantità.
È ormai avvalorato da numerose ricerche che l’addome è strutturalmente e neurochimicamente un secondo cervello, connesso direttamente all’encefalo di cui è il complemento. Produce, attraverso l’intestino, fra il 70 e l’85% dell’insieme delle cellule immunitarie che innervano gli organi, ci garantiscono la vita e ci proteggono dalle malattie gravi.
Produce anche cellule chiamate interstiziali, che hanno un ruolo importante nel funzionamento dei muscoli e delle giunture.
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Mela: frutto della salute
Proprietà, valori nutrizionali, indicazioni per la salute dei vari tipi di mele: rossa, verde, gialla, fuji, stark, renetta, annurca
La mela
La mela è un frutto di forma e colore vari. La coltivazione del melo (Pyrus malus o Malus communis), che appartiene alla famiglia delle Rosacee, risale all’età della pietra e le varietà di mele oggi commercializzate sono più di mille. Si trova in commercio durante tutto l’anno.
Le mele rappresentano una fonte dietetica essenziale di polifenoli (circa il 22% dei polifenoli necessari vengono assunti attraverso questi frutti). La quota di polifenoli di una mela va da 110 a 347 mg per 100 g di parte edibile (quella che si mangia) fresca. Nelle mele sono presenti anche discrete quantità di flavonoidi. Si pensi che nel corso di uno studio sono stati estratti oltre 12 kg di flavonoidi da circa un quintale di mele rosse (del tipo Delizia), e dalla sola buccia!
Facendo un’analisi dei composti fitochimici della mela (sempre presenti nelle bucce) si è potuto verificare che in questo frutto è presente un vero patrimonio di sostanze antiossidanti e protettive nei confronti del cancro. I ricercatori hanno quindi attribuito la gran parte delle proprietà benefiche delle mele alle bucce, piuttosto che alla polpa fresca. Ecco perché occorre acquistare mele biologiche e mangiarle con la buccia.
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Cellulite addio con gli estratti di zucca
La zucca è ricca di fibre, potassio e betacarotene. Costituisce un ottimo rimedio naturale per la cellulite, modella e attenua le smagliature.
Polpa, semi, succo e olio ricavati dalla zucca riducono la cellulite
Che cosa c’è di più benefico ed efficace che prendersi cura di sé e della propria forma fisica attraverso le risorse che offre la natura, stagione dopo stagione? In inverno, la diminuzione delle ore di luce coincide con la modificazione di alcuni ormoni capaci di influenzare l’equilibrio dell’organismo e non è un caso che la natura ci metta a disposizione frutti e ortaggi pieni di energia, come la zucca.
Il colore giallo-arancio, che evoca il sole, secondo la cromoterapia aiuta la digestione, rinforza i nervi e il sistema ghiandolare, attiva la circolazione sanguigna e quella linfatica. I cibi di color giallo e arancio sono una fonte privilegiata di betacarotene, un carotenoide con una potente azione antiossidante, precursore della vitamina A, importante nella funzione immunitaria, per la vista e per il mantenimento e la riparazione dei tessuti. La zucca costituisce un ottimo anti-cellulite, perché è un concentrato di virtù depurative e snellenti ed è ricca di sostanze protettive, vitamine e minerali. Altamente saziante e allo stesso tempo poco calorica (solo 15 calorie per etto), la zucca regolarizza l’intestino, drena e rigenera la pelle attraverso un’efficace azione antiage e di riequilibrio idrico a livello cellulare, che previene e attenua la formazione di cellulite.
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Antibiotici nel piatto. Quattro cure all’anno senza saperlo
Ogni anno un consumatore medio ingerisce quasi 9 grammi di antibiotici, l’equivalente di quattro cure
Il nuovo dossier della Lav (Lega anti vivisezione) porta alla luce i rischi sanitari ancora poco conosciuti dai carnivori. L’ingestione continuata di questi medicinali, infatti, può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e può rendere i trattamenti antibiotici inefficaci quando veramente servono.
Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali.
Senza i farmaci non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo.
Per produrre 1 chilogrammo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Ciò significa che l’italiano medio che consuma circa 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i consumi di prodotti ittici) ingerisce involontariamente quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa 4 terapie antibiotiche ogni anno. Continue reading “Antibiotici nel piatto. Quattro cure all’anno senza saperlo” »










