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Ridurre le perdite di calcio. Le fonti migliori e salutari di calcio
In alcune culture il consumo di latte è sconosciuto, e questi popoli tipicamente assumono una media di 175-475 milligrammi di calcio al giorno. Nonostante ciò, queste popolazioni evidenziano bassi tassi di osteoporosi. Molti ricercatori sostengono che l’esercizio fisico e altri fattori influenzino maggiormente la comparsa di osteoporosi di quanto non sia in grado di fare la sola quantità di calcio della dieta.
Il calcio viene perso continuamente attraverso le urine, le feci e il sudore, e queste perdite vengono reintegrate attingendo ai depositi di calcio nell’osso, che cede quindi calcio in continuazione. Il calcio immagazzinato nell’osso viene poi reintegrato con quello alimentare.
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Soia e Fitoestrogeni, Opinioni Contrastanti
La soia come protettore anti-cancro o disturbatore degli equilibri ormonali?
Sembra che riguardo alla soia e al suo consumo per l’alimentazione umana ci sia parecchia confusione dovuta a informazioni contrastanti. La soia svolgerebbe importanti azioni protettive nei confronti di tumori alla mammella, ma la stessa va evitata in caso di cancro conclamato o presunto. I suoi fitoestrogeni sarebbero equilibratori dei livelli ormonali, ma non va somministrata ai bambini per evitare alterazioni alla tiroide.
Molti studi e ricerche sostengono che i fitoestrogeni contenuti nella soia siano di aiuto nella prevenzione di tumori. Come dichiara il Dottor Michael Morton del BioClinical Research Services Laboratory del Galles, nel Regno Unito, “un recente rapporto su studi di laboratorio ha mostrato che la genisteina, il principale isoflavone estrogeno della pianta, si lega ai recettori beta degli estrogeni in modo simile al tamoxifene, un farmaco usato nella prevenzione e nel trattamento del tumore alla mammella nelle donne.” Sulla stessa linea, altre fonti sostengono che l’assunzione di soia riduce gli ormoni sessuali nelle donne in pre-menopausa, in quanto i fitoestrogeni riducono gli steroidi ovarici e gli androgeni surrenali, proteggendo così dal cancro mammario.
Altri pareri sono discordanti, sostenendo che i fitoestrogeni sono sostanze vegetali che agiscono nel corpo umano in modo simile a quello degli ormoni umani e in quanto tali possono interferire con l’equilibrio ormonale generale della tiroide. Sarebbe quindi sconsigliato l’utilizzo di prodotti di soia in età infantile proprio a casa della possibile interferenza con il delicato sistema ormonale di un organismo in fase di sviluppo. Si sarebbero riscontrate alterazioni della tiroide nei bambini cresciuti con preparati a base di soia.
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Enzimi e Predigestione. Le scoperte di Edward Howell
Il primo ricercatore a riconoscere e definire l’importanza degli enzimi nel cibo per la nutrizione degli esseri umani è stato Edward Howell.
Nel 1946 ha scritto “The Status of Food Enzymes In Digestion and Metabolism”, ma ha impiegato i successivi 20 anni in ricerche per completare l’opera “Enzyme Nutrition”, che nella versione originale è un tomo di 700 pagine composto di oltre 160.000 parole e 695 riferimenti alla letteratura scientifica analizzata.
Secondo Howell “La durata della vita è inversamente proporzionale al tasso di esaurimento del potenziale enzimatico di un organismo”. Aumentare l’utilizzo di enzimi del cibo concorre a diminuire il tasso di esaurimento del potenziale enzimatico. Questo si traduce nella regola che
“cibi integri portano salute e cibi ricchi di enzimi forniscono energia senza limiti”.
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I colori naturali della salute
Più frutta e verdure crude (e meno tutto il resto) uguale più salute e meno malattie
Numerosi studi epidemiologici in Italia e all’estero confermano che l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, delle patologie cronico-degenerative, delle patologie rare, dei tumori di diverse specie, diminuisce drasticamente in proporzione all’aumento del consumo di frutta e verdura, soprattutto crude.
L’OMS e la Comunità Europea raccomandano oggi di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, preferibilmente di stagione e di produzione locale, in rispetto al fattore freschezza.
Non è ancora esattamente quanto stabilito dagli esperimenti di Cambridge 2000, dove i 5 pasti al giorno sono di sola frutta, mentre le verdure restano raccomandate ai 2 pasti principali, ma si tratta sempre di un notevole avvicinamento, a cui le istituzioni sanitarie e politiche vengono fatalmente trascinate dall’evidenza dei fatti, nonostante le forti ed immaginabili resistenze interne delle fazioni conservatrici.
La frutta e la verdura catapultate dunque di forza al centro dell’alimentazione, e non più lasciate ai margini come alimenti estetici ed eventuali, come sostanze accessorie e di contorno.








