Articoli marcati con tag ‘vegan’
Corso di Cucina Crudista-Vegan “MANINPASTA” a Torino il 17 aprile 2011
Perché scegliere cibi crudi?
Perché il cibo crudo può essere considerato ancora “vivo“, mentre quando viene cotto è privo della sua “energia vitale” e, soprattutto, povero di elementi essenziali per la salute come vitamine e minerali.
Se è vero che siamo fatti di ciò che mangiamo, allora cibarsi di cibo crudo equivale a rinnovare la nostra vitalità e gioia di vivere.
Il cibo crudo aiuta a vivere più a lungo, disinfiamma e disintossica ed aiuta ad avere più energia ed a mantenersi in forma.
Crudismo significa quindi fare del bene a noi ma anche al pianeta intero, perché vuol dire ridurre i rifiuti, non sprecare energia e non inquinare.
MANINPASTA è un corso FULL-IMMERSION ed è il più divertente che offriamo, le sette ore saranno un mix tra teoria e pratica e ci sarà una completa interazione con i partecipanti che assieme a noi avranno la possibilità proprio di mettere le mani in pasta e creare nuove fantastiche ricette gourmet imparando contemporaneamente i benefici di ogni alimento!!
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12 fonti di ferro per i vegani
Solo perché si è scelto di non mangiare carne non significa che il vostro organismo non possa assorbire ferro da altri alimenti. Come rimediare allora senza modificare la dieta vegetariana?
Siete vegani? Ultimamente vi sentite più stanchi del solito e avete un colorito pallido, mancanza di respiro, mal di testa, irritabilità? Potrebbero essere i primi sintomi di un deficit di ferro nel sangue, indispensabile per la sintesi dell’emoglobina, proteina che trasporta l’ossigeno alle cellule. Niente allarmismi ma occhio alle cause. Salvo motivi più specifici, un’alimentazione povera di ferro, può provocare un tipo di anemia dovuta da carenza di questo elemento nel sangue.
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Corso di Cucina Crudista-Vegan “MANINPASTA” a Torino il 13 marzo 2011
Perché scegliere cibi crudi?
Perché il cibo crudo può essere considerato ancora “vivo“, mentre quando viene cotto è privo della sua “energia vitale” e, soprattutto, povero di elementi essenziali per la salute come vitamine e minerali.
Se è vero che siamo fatti di ciò che mangiamo, allora cibarsi di cibo crudo equivale a rinnovare la nostra vitalità e gioia di vivere.
Il cibo crudo aiuta a vivere più a lungo, disinfiamma e disintossica ed aiuta ad avere più energia ed a mantenersi in forma.
Crudismo significa quindi fare del bene a noi ma anche al pianeta intero, perché vuol dire ridurre i rifiuti, non sprecare energia e non inquinare.
MANINPASTA è un corso FULL-IMMERSION ed è il più divertente che offriamo, le sette ore saranno un mix tra teoria e pratica e ci sarà una completa interazione con i partecipanti che assieme a noi avranno la possibilità proprio di mettere le mani in pasta e creare nuove fantastiche ricette gourmet imparando contemporaneamente i benefici di ogni alimento!!
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Alimentazione ed Empatia: dimmi cosa mangi e ti dirò cosa provi
Uno studio dei ricercatori del San Raffaele di Milano dimostra come individui vegetariani e vegani per motivi etici siano maggiormente empatici verso la sofferenza umana ed animale rispetto ad individui onnivori e come tale aspetto si associ ad un differente pattern di attivazioni encefaliche in risonanza magnetica funzionale.
I ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE – Direttore: Prof. Giancarlo Comi) del San Raffaele di Milano in collaborazione con la Divisione di Neuroradiologia dello stesso Istituto e le Università di Ginevra e Maastricht, hanno scoperto che i vegetariani, coloro che non si cibano di carne e pesce, ma fanno uso di latte, uova e derivati e i vegani, coloro che non utilizzano alcun prodotto di origine animale, provano una diversa empatia verso la sofferenza umana ed animale rispetto ad individui onnivori.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale PLoS One, condotto e coordinato dal Dott. Massimo Filippi e dalla Dott.ssa Mara Rocca, ha dimostrato che l’attività encefalica degli individui che hanno deciso di escludere dalla loro dieta – in parte o completamente – l’utilizzo di derivati animali per ragioni etiche, coinvolge differenti circuiti neurali in seguito all’osservazione di scene di sofferenza umana o animale rispetto a quanto accade in chi non ha compiuto tale scelta.
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I colori naturali della salute
Più frutta e verdure crude (e meno tutto il resto) uguale più salute e meno malattie
Numerosi studi epidemiologici in Italia e all’estero confermano che l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, delle patologie cronico-degenerative, delle patologie rare, dei tumori di diverse specie, diminuisce drasticamente in proporzione all’aumento del consumo di frutta e verdura, soprattutto crude.
L’OMS e la Comunità Europea raccomandano oggi di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, preferibilmente di stagione e di produzione locale, in rispetto al fattore freschezza.
Non è ancora esattamente quanto stabilito dagli esperimenti di Cambridge 2000, dove i 5 pasti al giorno sono di sola frutta, mentre le verdure restano raccomandate ai 2 pasti principali, ma si tratta sempre di un notevole avvicinamento, a cui le istituzioni sanitarie e politiche vengono fatalmente trascinate dall’evidenza dei fatti, nonostante le forti ed immaginabili resistenze interne delle fazioni conservatrici.
La frutta e la verdura catapultate dunque di forza al centro dell’alimentazione, e non più lasciate ai margini come alimenti estetici ed eventuali, come sostanze accessorie e di contorno.
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Frutta, il cibo degli dei

La frutta, per i suoi principi nutritivi, completi, armonici e bilanciati, risulta essere il cibo elettivo per l’essere umano, il più puro e il più adatto al sostentamento della mente e del corpo dell’uomo; il cibo per cui, secondo la legge del minimo dispendio energetico e digestivo, risulta essere il più appropriato alla specie umana, strutturata morfologicamente, anatomicamente e biologicamente per raccogliere e mangiare la frutta.
L’anatomia comparata conferma che la dentatura umana, lo stomaco, i succhi gastrici digestivi, il canale intestinale ecc. dimostrano, senza ombra di dubbio, che l’essere umano è stato strutturato per nutrirsi quasi esclusivamente di frutta.
Anticamente la frutta è stata ritenuta un cibo quasi sacrale, specialmente le scritture religiose sono piene di racconti e parabole nei quali la frutta è considerata simbolo di ricchezza, abbondanza, salute e buona sorte: le cornucopie traboccavano di frutta. Stando alla Bibbia l’uomo era destinato ad essere giardiniere, coltivatore non allevatore e quando dimenticò la sua missione si svilupparono le malattie e la morte precoce. La frutta è stata considerata il cibo più ambito dall’uomo al punto da essere simbolicamente la causa della cacciata dal paradiso terrestre. Maometto amava talmente mangiare i fichi da desiderare di portarli con se in paradiso. Anche nell’antico Egitto specialmente l’uva veniva ritenuta in grande considerazione. I pagani consacravano l’ulivo a Minerva, il dattero alle Muse, il fico e l’uva a Bacco, per ottenere la loro protezione.






