Articoli marcati con tag ‘zucchero’
Zucchero e dolcificanti artificiali, pericolo quotidiano
Solo apparentemente il cucchiano di zucchero nel caffè ‘non fa male a nessuno’; anzi, proprio l’azione combinata di queste 2 sostanze psicoattive (sull’asse ipotalamo-surrene) costituisce una delle cause del dilagare di sindromi da stress cronico.
Lo zucchero peraltro non è pericoloso solo nell’overdose (la fetta di torta alla crema dopo un pasto). Infatti, come per ogni sostanza psicoattiva assunta e non sintetizzata in proprio, la sua pericolosità si esercita nell’uso quotidiano, nella cronicizzazione. Occorrerebbe prima di tutto rieducare se stessi al gusto naturale del dolce, quello presente in abbondanza e in equilibrio armonico in natura.
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Nuovi sospetti sull’aspartame: cancerogeno e controindicato in gravidanza
Recenti ricerche confermano le relazioni tra aspartame e cancro ed evidenziano i rischi dei dolcificanti artificiali in gravidanza.
I sospetti che l’aspartame, come altri dolcificanti artificiali, fosse nocivo alla salute c’erano già. Da più parti si era paventato che questa sostanza potesse provocare il cancro.
Recentemente due nuove ricerche hanno gettato altre ombre inquietanti sull’aspartame.
L’aspartame è un dolcificante contenuto in diverse migliaia di alimenti industriali, soprattutto quelli definiti “light”, ovvero leggeri (verrebbe da chiedersi da quale punto di vista…), che vanno dalle bevande analcoliche agli yogurt, passando per una miriade di dolciumi e snack, tra cui chewing gum e caramelle. L’aspartame è presente persino in molti alimenti per l’infanzia e in svariati farmaci, in primo luogo quelli per bambini.
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Ridurre Cereali e Zucchero per Dimagrire e Migliorare la Salute
Per diversi milioni di anni, l’uomo è esistito utilizzando una dieta a base di carne e vegetali. Solo con l’avvento dell’agricoltura circa 10.000 anni fa (una frazione di secondo per l’evoluzione) l’uomo ha iniziato a ingerire grandi quantità di zucchero e di amidi sotto forma di cereali (e patate) attraverso la dieta.
Tuttavia il 99,9% dei nostri geni sono stati informati prima dell’avvento dell’agricoltura: in termini biologici, i nostri corpi sono ancora “tarati” da “cacciatori-raccoglitori”. Il cambiamento umano verso l’agricoltura ha indubbiamente prodotto notevoli vantaggi (la civilizzazione moderna dipende da questo) per l’uomo, tuttavia il passaggio da una dieta carneo-vegetale ad una ricca in cereali ha prodotto un accorciamento della vita e della statura, un aumento della mortalità infantile e delle malattie infettive nonché gravi carenze nutrizionali.
L’uomo non ha sviluppato in contemporanea meccanismi per incorporare la grande quantità di carboidrati da amidi e cibi ricchi in zuccheri. Ancora oggi più che mai, stiamo mangiando troppo pane, pasta, cereali, mais, riso, patate con gravi conseguenze per la nostra salute. Per di più la maggioranza di questi carboidrati sono elaborati industrialmente.
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Pensare tanto aumenta la fame e fa mangiare di più
Angelo Tremblay, ricercatore canadese che si occupa di obesità si è accorto per caso che quando impegnava la sua mente in intensi lavori intellettuali si sentiva più affamato.
Tremblay ha ideato allora un esperimento in laboratorio per testare la sua ipotesi. Il risultato è stato coerente con le sue aspettative: ha infatti scoperto che un’intensa attività cerebrale ci spinge a mangiare 200 calorie in più per pasto rispetto a una condizione nella quale la nostra mente si è rilassata.
Questo effetto è importante se consideriamo lo stile di vita di chi ha un lavoro intellettuale e sedentario. Queste persone bruceranno infatti poche calorie ma si sentiranno ugualmente affamate.
Secondo l’autore dello studio un’intensa attività cerebrale fa variare spesso i livelli di zucchero nel sangue che influiscono sulla percezione della fame. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Psychosomatic Medicine.
Tratto da: psicologo.torino.it
I colori naturali della salute
Più frutta e verdure crude (e meno tutto il resto) uguale più salute e meno malattie
Numerosi studi epidemiologici in Italia e all’estero confermano che l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, delle patologie cronico-degenerative, delle patologie rare, dei tumori di diverse specie, diminuisce drasticamente in proporzione all’aumento del consumo di frutta e verdura, soprattutto crude.
L’OMS e la Comunità Europea raccomandano oggi di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, preferibilmente di stagione e di produzione locale, in rispetto al fattore freschezza.
Non è ancora esattamente quanto stabilito dagli esperimenti di Cambridge 2000, dove i 5 pasti al giorno sono di sola frutta, mentre le verdure restano raccomandate ai 2 pasti principali, ma si tratta sempre di un notevole avvicinamento, a cui le istituzioni sanitarie e politiche vengono fatalmente trascinate dall’evidenza dei fatti, nonostante le forti ed immaginabili resistenze interne delle fazioni conservatrici.
La frutta e la verdura catapultate dunque di forza al centro dell’alimentazione, e non più lasciate ai margini come alimenti estetici ed eventuali, come sostanze accessorie e di contorno.











